RODOLFO GRAZIANI FASCISTA CONTESO. Il difficile rapporto con il MSI, gli sfuggenti contatti con il PCI, l’evoluzione del combattimento “nero”, di Alfredo Villano, Storia Ribelle – Biella, 2011

20,00

Usato

Disponibile

COD: 726 Categoria:

Descrizione

Libro usato come nuovo. Formato cm 21×15, pagg. 240, copertina plastif. a colori. Rodolfo Graziani il generale delle imprese coloniali africane, l’ex capo delle Forze Armate del RSI, uscito dal carcere il 29 agosto 1950, venne acclamato nel dicembre 1951 presidente della Federazione Nazionale Combattenti Republicani, l’associazione più rappresentativa dei militi di Salò. Egli, in poco tempo, riuscì a riunire la “famiglia” del combattentismo neofascista, proprio in virtù del consenso raccolto tra i reduci del Ventennio e per essere diventato, dopo un processso per collaborazionismo che aveva suscitato polemiche, la bandiera dei nostalgici di Mussolini. Invocato dagli intransigenti del MSI, delusi dalla svolta “conservatrice” della Fiamma, e guardato con sospetto dalla stessa dirigenza del partito, per la potenziale capacità di frantumazione degli equilibri tra le varie correnti, Graziani fu al centro di svariate controversie tra cui il famoso “raduno d Arcinazzo”. In reatà tale esibizione celò l’infruttuoso tentativo, effettuato da alcuni esponenti degli arditi, di far accettare allo stesso Graziani una lista intercombattentistica da presentare alle elezioni politiche del 1953. Egli fu dunque, un fascista conteso ma non soltanto nell’area di estrema destra. Lo stesso PCI, in vista di una posibile applicazione della legge Scelba, cercò di coinvolgerlo in una articolata strategia che mirava, tramite l’infiltrazione dell’ambiente neofascista e della stessa FNCR, all’indebolimento del MSI.

Informazioni aggiuntive

Condizione Libro